Il processo De Bono al Senato
L’Archivio storico del Senato della Repubblica – all’interno del Fondo Ufficio dell’Alta corte di giustizia e degli Studi legislativi del Senato del Regno – possiede gli atti del procedimento a carico del senatore De Bono, imputato per “associazione a delinquere, concorso nell’uccisione dell’on. Matteotti e nelle aggressioni degli onorevoli Amendola e Misuri”.

Il procedimento penale a carico di Emilio De Bono fu istituito nel 1924 presso l’Alta corte di giustizia a seguito della denuncia presentata dal direttore del giornale «Il Popolo» Giuseppe Donati: il senatore era accusato di correità nell’omicidio del deputato Giacomo Matteotti. Oggetto del processo era «associazione a delinquere, concorso nell’uccisione dell’on. Matteotti e nelle aggressioni degli onorevoli Amendola e Misuri». Donati presentò la sua denuncia al presidente del Senato del Regno Tommaso Tittoni il 6 dicembre 1924 e già il 7 dicembre il Senato venne costituito in Alta corte di giustizia; la denuncia fu subito trasmessa alla Commissione permanente d’istruzione, presieduta dal senatore Nicolò Melodia, «pel corso ulteriore di giustizia». Il processo si concluse con la Sentenza n. 267 (R.G. 257) del 12 giugno 1925 con il non farsi luogo a procedimento penale: «1) per inesistenza del fatto imputatogli di cui ai capi della denuncia, n. 1 (partecipazione ad associazione a delinquere), n. 3 (favoreggiamento in giuochi d’azzardo), n. 5 (impedimento all’asta pubblica in vendita di materiale di guerra), n. 6 (vendita di armi e munizioni), n. 7 (acquisto degli alberghi di Vallombrosa); 2) per non aver egli concorso nei fatti denunciati al n. 11 (invio di squadra punitrice a Ferrara) e al n. 13 (organizzazione dell’assassinio in persona dell’on. Matteotti); 3) perché non costituiscono reato i fatti imputatigli nella denuncia ai n. 2 (traffico con le così dette Contesse del Viminale), [n.] 4 (partecipazione agli utili della vendita di materiale di guerra) , [n.] 8 (cooperativa tra ufficiali in posizione ausiliaria speciale), [n.] 12 (trascuranza delle denuncie Benni e Federazione del Clero); 4) per essere stato dalla competente autorità giudiziaria emesso decreto di non doversi promuovere azione penale per il fatto di cui al n. 10 (Forni – Cattaneo); 5) per insufficienza di prova a riguardo dei fatti denunciati od emersi dalla istruttoria, di cui ai n. 9 (partecipazione nell’aggressione contro l’on. Amendola), [n.] 14 (favoreggiamento nel delitto Matteotti), [n.] 15 (favoreggiamento nell’aggressione contro l’on. Misuri), [n.] 16 (rilascio di passaporto sotto falso nome e falsa data». Sono presenti anche due fascicoli non rilegati contenenti documentazione e corrispondenza relative all’estrazione di copie a uso dell’Alto commissariato per le sanzioni contro il fascismo, tra il 1944 e il 1947. La documentazione del fascicolo è rilegata in 4 volumi numerati.
La schedatura informatizzata del fascicolo, corredata dalle immagini digitalizzate inserite in una digital library, è pubblicata sul sito Patrimonio dell’Archivio storico del Senato della Repubblica: https://patrimonio.archivio.senato.it/inventario/archivi-del-senato-del-regno/ufficioalta-corte-giustizia-e-degli-studi-legislativi. Mediante la digital library è possibile visualizzare l’immagine di ogni documento che compone tale fascicolo processuale, corredata della trascrizione.